Hal 2001 Odissea nello SpazioImmaginate di essere I professori di diritto di Hal9000, il computer di 2001 Odissea nello spazio (1968). Dovete insegnargli ciò che si impara sin dal primo anno di giurisprudenza, in modo che sia in grado di rendere un parere o una sentenza.

Le leggi possono essere espresse logicamente e i computer possono ragionare in modo deduttivo, quindi il computer dovrebbe darci il nostro parere o la nostra sentenza senza alcun problema, dovrebbe essere elementare. Vero?

Esistono IA che ci fanno guardare al supercomputer di Kubrick con un po’ di tenerezza vintage ed è vero che nel campo dell’intelligenza artificiale e diritto si sono fatti dei progressi incredibili, ma il progresso più rilevante è forse la consapevolezza della complessità della questione.

Il legal designer si trova in una condizione per certi versi analoga a quella di un ipotetico professore di diritto di Hal9000.

Nel suo lavoro coesistono diversi linguaggi, es. verbale/visuale, e diversi livelli di linguaggio, es. giuridico/colloquiale, un po’ come il prof e Hal: linguaggio uomo/linguaggio macchina.

La vaghezza e l’ambiguità del linguaggio

Ma torniamo al nostro professore di diritto. Deve fornire al supercomputer tutte le informazioni e spiegargli come usarle. Il primo scoglio che deve superare nei confronti di Hal è la differenza tra l’applicazione deduttiva e il processo di interpretazione della legge. Come glielo spiega?

In termini di linguaggio, le leggi sono vaghe, ambigue, sintatticamente e semanticamente, oltre a essere strutturalmente indeterminate.

L’ambiguità semantica e la vaghezza sono proprie del linguaggio in generale e il linguaggio giuridico non fa differenza. Difficilmente il legislatore riesce ad utilizzare un linguaggio in grado di comprendere tutte le situazioni e tutte le variabili che una data legge intende regolare. Quindi, vengono utilizzati dei termini volutamente ampli in modo da lasciare spazio all’interprete nel caso concreto e, talvolta, in modo da raggiungere un compromesso “politico” su un testo di difficile condivisione.

Anche quando l’intento del legislatore è chiaro ed il linguaggio giuridico preciso, gli avversari riescono comunque ad offrire argomentazioni contrapposte partendo dalla stessa legge e dagli stessi fatti. E questo fatto non è un’anomalia, è come funziona il ragionamento giuridico. Come lo spieghiamo ad Hal?

Modelling Statutory Reasoning

Nel libro di Kevin D. Ashley “Artificial Intelligence and legal analytics. New tools for legal practice in the digital age” Cambridge University Press (2017) l’autore spiega l’utilizzo della logica proposizionale per normalizzare il testo normativo e fa questo esempio qui di seguito. Si tratta di una norma penale dello stato della Louisiana:

Nessuno deve impegnarsi o iniziare una telefonata, una conversazione o una conferenza di natura anonima usando un linguaggio osceno, blasfemo, volgare, scurrile, lascivo o indecente, facendo suggerimenti o proposte di natura oscena e minacce di qualunque natura.”

Affinché la fattispecie di reato possa considerarsi integrata è necessario che il reo utilizzi linguaggio osceno e formuli delle minacce, oppure il linguaggio e le minacce possono considerarsi come alternative? La Corte Suprema della Louisiana ha interpretato “e” come “o”, ovvero le minacce non devono essere necessariamente presenti perché si integri la fattispecie di reato.

Nel linguaggio comune è frequente che i connettori logici come “if”, “or”, “unless” possano offrire molteplici interpretazioni, persino delle frasi più semplici.

La normalizzazione del testo legislativo secondo la logica proposizionale è la seguente, nelle due versioni.

  • Versione secondo la Suprema Corte della Louisiana

Se S.1 alcuno si impegna o inizia una telefonata, una conversazione o una conferenza di natura anonima E S.2 quella persona usa un linguaggio osceno, blasfemo, volgare, scurrile, lascivo o indecente, suggerimenti o proposte di natura oscena O S.3 quella persona formula minacce di qualunque natura ALLORA S.4 Quella persona commette reato.

  • Altra possibile versione

Se S.1 alcuno si impegna o inizia una telefonata, una conversazione o una conferenza di natura anonima E S.2 quella persona usa un linguaggio osceno, blasfemo, volgare, scurrile, lascivo o indecente, suggerimenti o proposte di natura oscena E S.3 quella persona formula minacce di qualunque natura ALLORA S.4 Quella persona commette reato.

Quindi sono possibili tre diversi scenari:

1)   Che qualcuno chiami e insulti, quindi commetta un reato.

2)   Che qualcuno chiami e minacci, quindi commetta un reato.

3)   Che qualcuno chiami, insulti e minacci, quindi commetta un reato.

Secondo la logica proposizionale, le tre versioni possono essere rappresentate come segue:

1)   S4:-S1,S2. ˄˄˄

2)   S4:-S1,S3.

3)   S4:-S1,S2,S3.

Una legge “normalizzata” secondo una logica proposizionale offre molti vantaggi. Offre innanzitutto chiarezza dal punto di vista della sintassi, ed è possibile leggere il testo come un diagramma di flusso dove ogni nodo del grafo è una disposizione della legge.

Il diagramma di flusso è molto più semplice da leggere per chiunque, piuttosto che il normale testo legislativo. Ciò che è subito reso evidente dal diagramma di flusso sono le alternative che restano implicite o non immediatamente chiare nel testo della legge.

E poi, una versione normalizzata viene perfettamente compresa anche da Hal.

Va bene, allora qual è il problema?

Le leggi espresse nella lingua di Hal eliminano l’ambiguità sintattica. Il problema è che non sempre si può sapere con certezza che la scelta fatta tra più versioni sia quella corretta, sia quella che il legislatore intendeva, sia quella adatta alla fattispecie.

Quindi, per insegnare ad Hal diritto, occorre identificare ed esplicitare un certo numero di vincoli (constraints) di alta sofisticazione. Ma anche in questo modo, non tutto fila liscio. Insomma, il punto è che fare in modo che Hal9000 emetta una semplice sentenza, richiede un alto grado di sofisticazione.

Semplificare è estremamente sofisticato, si potrebbe dire.

Pensiamo al legal designer adesso. Spesso si trova a tradurre in una lingua comprensibile al suo cliente le norme vaghe, sintatticamente ambigue, strutturalmente complesse e dall’interpretazione incerta. Altrettanto spesso usa un’altra lingua, fatta di forme, disegni, colori. E come per il professore di diritto di Hal9000, il rischio sempre presente anche per il legal designer è che la traduzione puntuale delle norme in un linguaggio comprensibile perda qualcosa nella traduzione. Questo è un rischio che il legal designer deve evitare ad ogni costo, a pena di rendere un pessimo servizio.

Il legal designer non è un semplice ponte da un linguaggio all’altro, non fa un po’ di chouchotage all’orecchio del cliente che non conosce il diritto. Il legal designer parte dai bisogni del cliente e prende parte ad un processo di co-creazione con un approccio sistemico, “human-centered”. Come per l’IA, il legal designer non solo ha le informazioni che servono e sa come usarle, ma deve sapere come funziona il ragionamento per semplificare senza impoverire, tradurre senza perdere informazioni, creare senza banalizzare.

Quindi una cosa che l’IA e il legal designer hanno sicuramente in comune è che entrambi offrono un risultato semplice come ricaduta di un processo estremamente sofisticato.